Intervista a Break Now

del gruppo “Le Pendolari” di Economia. (fonte)

Break Now è uno sprazzo di vita all’incrocio tra i poli di Economia, Agraria e il nuovissimo polo Piagge (talmente aperto, che le aule vengono chiuse subito dopo la fine delle lezioni per non farci rimanere le student*).
È proprio dagli spazi autogestiti come questo, che vengono i contributi fondamentali per rendere le nostre vite di student* (per lo più precar*, fuorisede..) dotate di senso, qualcosa di ulteriore alla “alienazione” che ci offre il mercato dei saperi (pure a caro prezzo, considerando gli affitti *assurdi* di questa città).


“In che cosa si differenzia Break Now rispetto alle tradizionali aule studio?
La differenza sta proprio nella possibilità di confrontarsi in modo aperto nello studio, di socializzare in diversi modi, di scaldarsi il pranzo e mangiare insieme ai compagni, di concedersi attimi di relax sul divano. Uno degli obiettivi dei frequentanti di Break Now è non limitarsi a sfruttarla solamente per lo studio, ma anche per iniziare a trattare argomenti e portare avanti iniziative nuove ed originali, opportunità che solitamente l’università non offre.”

L’aula studio Break Now

Cineforum, jam session, iniziative culturali.. il tutto organizzato collettivamente, dal basso e in modo autofinanziato: tutto ciò che costituisce il cuore pulsante della comunità universitaria di questa città viene attaccato e svilito, in nome del decoro e della legalità, dall’amministrazione centrale UniPI: mentre dal rettorato piovono diffide, muri si alzano dovunque alle periferie, nei dipartimenti dove direttori e docenti interrompono il dialogo che ha fruttato per anni, forse sotto la formula standardizzata e minacciosa “ogni questione con gli studenti deve passare dalla segreteria del Rettore” (che, come abbiamo potuto verificare, solitamente ignorerà qualsiasi comunicazione).
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Caccia al kWh e flash mob per “M’illumino di meno” Università di Pisa ateneo Green?

Quest’anno l’Università di Pisa aderisce (insieme a molti altri atenei) all’iniziativa “M’illumino di meno” lanciata dal programma radiofonico Caterpillar, dedicata alla promozione di una coscienza ecologica dei singoli: da 14 anni invita a “spegnere tutte le luci che non sono proprio indispensabili alle 18 di un pomeriggio di febbraio”.
Per l’iniziativa UniPi ha organizzato un flash mob di “caccia agli sprechi”, in cui studentesse e studenti si mobiliteranno per trovare ed eliminare gli sprechi in un dipartimento: luci rimaste accese, porte e finestre lasciate aperte, etc. condividendo il gesto con un selfie o un filmato del momento.

È certo un bene promuovere atteggiamenti consapevoli e diffondere buone pratiche di risparmio energetico, e il contributo individuale di ognun di noi è importante, ma non basta. Lo sforzo di abbassare un calorifero o spegnere una luce una volta all’anno, dovrebbe essere il punto di partenza per un progettualità di lungo periodo sulle politiche energetiche dell’Università, che puntino sì al coinvolgimento consapevole delle persone, ma che non trascurino altri aspetti ben più determinanti in termini di impatto ecologico: ridurre gli sprechi sistematici migliorando le condizioni architettoniche degli stabili, disporre un servizio efficiente per la raccolta differenziata, utilizzare in maniera intelligente gli impianti di climatizzazione, ecc.

L’università può assumere un ruolo determinante nel promuovere forme di cultura ecologica, con ricadute molto importanti sulla società; deve però coinvolgersi costantemente e concretamente in prima persona prima ancora di promuovere i flash mob che rimangono un fatto sporadico e con una valenza prettamente simbolica.

eigenLab alla settimana scientifica!

In questi ultimi mesi eigenLab ha partecipato all’organizzazione della “Settimana scientifica”, evento che si svolge ogni anno al Liceo scientifico “Ulisse Dini”. Il progetto, che sarà presentato al pubblico tra il 16 e 18 aprile, consiste nella presentazione da parte degli alunni di quello che hanno creato nei mesi precedenti all’evento. A gennaio, eigenLab ha proposto la realizzazione della pila di Volta, di un motore magnetico bifase e del generatore di Van de Graaff, ovvero un laboratorio incentrato sulla produzione di energia DIY (Do It Yourself) Continua a leggere

The Internet’s Own Boy: The Story of Aaron Swartz

«Le leggi ingiuste esistono. Dovremmo accontentarci di rispettarle o cercare di correggerle? Rispettarle finché non abbiamo raggiunto il nostro scopo o trasgredirle subito?».

Il film-documentario sulla vita di Aaron Swarz, costretto al suicidio a soli 26 anni perché imbrigliato in un incubo legale più grande di lui.

Giovedì 19, ore 21:00, ad Exploit!

aaron