STREET PARADE #SEDERILIBERI

Da qualche giorno molti gesti quotidiani sono diventati sanzionabili in città e tra le mura universitarie, vale a dire: sedersi sui gradini per mangiare un panino o sdraiarsi su una panchina, e tante altre semplici azioni che potete trovare descritte nelle fantastiche ordinanze della giunta a marchio Lega.

È un vero e proprio ossimoro quello che troviamo scritto nelle ordinanze dove ai termini “suolo pubblico” sono affiancati i più disparati divieti relativi a qualsivoglia azione normalmente svolta in questi luoghi[1]. La schizofrenia deve essere risolta: o questi spazi costituiscono un bene pubblico e quindi è possibile usufruirne al meglio, oppure il comune di Pisa e la sua università sono diventate proprietà proprietà private; in quest’ultimo caso aspettiamo solo il momento in cui si dovrà pagare anche il parcheggio per la bici.

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L’Assemblea è diffidata. Viva l’Assemblea!

OGGI 05/10, ASSEMBLEA PUBBLICA ORE 17 A PALAZZO RICCI

Diffida all'assemblea dei diffidati

Diffida all’assemblea dei diffidati. Il nostro rettore ha uno strano senso dell’umorismo.

Mancarella ha deciso che deve essere diffidata anche l’assemblea che contesta le sue stupide diffide. Vista l’intensa attività gli consigliamo di mandare tutte le prossime diffide all’indirizzo ufficiale degli studenti da diffidare, creato appositamente per le utilissime mail del caro rettore™: diffideunipi@spam4.me

Inoltre, vorremmo precisare che il liberalissimo rettore amico degli studenti etc. etc. vuole impedire alle studentesse e agli studenti di incontrarsi in un atrio di un polo in orario di apertura! Forse il rettore pensa che l’università sia casa sua, in un mondo in cui vanno tanto di moda i discorsi su ciò che è “casa nostra”, “casa loro”, frontiere e identitarismi spicci, può essere comprensibile. Beh Mancarella, o Marachella [1], gli spazi universitari non sono casa tua, ma sono di chi li attraversa, li anima, li vive, in primo luogo le studentesse e gli studenti che con i soldi delle loro tasse contribuiscono a fare godere i bilanci d’ateneo[2].

DUNQUE L’APPUNTAMENTO PER TUTTE E TUTTI È OGGI ALLE 17 A PALAZZO RICCI!

Ovviamente l’assemblea si terrà in grande stile e con grande gioia, alla faccia di chi ha la stupida abitudine di sprecare i soldi del contribuente per attivare uffici legali, stampare carta, protocollare fascicoli, e infine mobilitare con i suoi capricci prefetture, questure, preture, imbiancature, censure, avvocature, seccature…

Note

[1] Non abbiamo ancora capito come preferisci essere chiamato, se solo facessi una comunicazione ufficiale su questo, elimineresti ogni dubbio.

[2] Il gettito dei contributi all’università concorre direttamente alla determinazione del turn-over, dunque di conseguenza agli investimenti sui dipartimenti “prestigiosi” e alle classifiche su cui ogni tanto vengono spese ore e ore di masturbazione da parte di chi dovrebbe avere a cuore il bene della scienza.

Un breve film, ma anche un lungo incubo.

Ecco a voi DIFFIDATI! Un film della «UniPi Entertèinmènt, deh© » L’UNIVERSITÀ CHE PIAGNUCOLA CON LE FORZE DELL’ORDINE PERCHÉ DI PARLARE CON GLI STUDENTI PROPRIO NON LE RIESCE

La storia è lunga ma se vogliamo anche breve. L’amministrazione del nuovo rettore amico degli amici degli studenti (così si era presentanto in campagna elettorale) ha deciso che tutte le esperienze autogestite devono essere cancellate con un colpo di spugna stile Mastro Lindo. E beh, #complimentoni effettivamente una vera mossa da intellettualoni, ma non ci aspettavamo niente di più, d’altronde.

Vittorio Emanuele III nel 1938 a uno che non ha ancora capito che deve ancora passare per una rotazione di π, nella sua residenza di San Rossore perché Pisa deh è la città più bella del mondo: “un ti preoccupà, una firmettina sotto codesta legge e passa la paura!”

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Tana libera tutt*

Al rettore non piace confrontarsi con le conseguenze delle sue ignobili azioni.

L’estate scorsa le ragazze ed i ragazzi di eigenLab, attraversando abusivamente il polo Fibonacci chiuso e deserto per le vacanze estive, si accorsero di una fortissima perdita d’acqua che in breve tempo avrebbe allagato il seminterrato dell’edificio C, in cui si trovano le officine dell’INFN e numerosi laboratori. Allertati gli organi centrali (all’epoca riuscivamo ancora a stabilire dei contatti sensati) e segnalata la faccenda, ci ringraziarono ed inviarono una squadra d’intervento. Gli operai della ditta però trovarono tutti gli accessi del polo chiusi, e ricontattarono dunque l’amministrazione centrale, che infine chiamò noi affinché da dentro aprissimo i cancelli: accogliemmo gli operai e li aiutammo a individuare e risolvere il problema della perdita.
Fu piacevole la sensazione di aver contribuito alla tutela di uno spazio importante, uno spazio comune di ricerca, studio e crescita; fu un bell’episodio in cui persone molto diverse collaborarono per un bene comune, e non importava minimamente che questo gesto venisse notato (di ritorno dalle vacanze, nessuno seppe neanche dello scongiurato pericolo di allagamento).

Ad un anno di distanza, gli interlocutori rimangono gli stessi ma la dinamica è completamente stravolta. Rettore e prorettori si nascondono per mesi dietro ben miseri paraventi, disprezzano apertamente gli studenti, non tengono in considerazione alcuna le rappresentanze, evitano il dialogo, non rispondono a nessun tipo di sollecitazione.
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