Pomeriggio in giardino

Uno dei due salici ritorti dietro il casottino

Oggi pomeriggio abbiamo fatto dei lavoretti in giardino sapendo che domani verranno gli “attenti giardinieri” a tagliare l’erba alta (e tutto quello che ci sta in mezzo). Abbiamo protetto gli alberi con delle “staccionate” e trapiantato le orchidee selvatiche in posti più sicuri. Ecco qualche foto!


Le orchidee <3

Già l’anno scorso avevamo notato che in giardino erano nate delle orchidee selvatiche (Serapias neglecta), ma solo poche, protette con qualche canna di bambù. Continua a leggere

Come ho aggiustato il mio spremiagrumi con la stampante 3D

Il mio amato e usatissimo spremiagrumi degli anni 80 un giorno ha ceduto… disperata, l’ho aperto e ho scoperto che il pezzo rotto era un pezzo meccanico di plastica, ma ottenerne uno nuovo era impossibile.

Allora ho pensato “Potrei stamparmelo con la stampante 3D ad Eigenlab?” e mi sono scaricata Openscad, un programma per disegnare in 3D.


L’idea iniziale era stampare l’intero pezzo ma era troppo alto se estruso in piedi e stampato appoggiato al piano la stampante avrebbe dovuto costruire molti supporti perché la base era rotonda.

Ho pensato quindi di costruire un pezzo che si sarebbe inserito nel componente originale tagliato, così da dover stampare meno e sfruttare la resistenza dell’originale. Dopo aver preso le misure col calibro ho fatto il progetto con Openscad, e usando lo slicer Cura l’ho stampato.


La prima stampa però non aveva le dimensioni giuste perché le misure non sono perfette al millimetro e si deve tener conto delle dimensioni del filamento di plastica estrusa: la componente superiore si infilava giusta nel suo posto, ma il buco inferiore era troppo stretto per il perno del motore.
Nel secondo tentativo ho aumentato la dimensione del buco inferiore, ma per la struttura del progetto su Openscad è aumentato erroneamente anche lo spessore della parte superiore.


Al terzo tentativo il pezzo era perfetto, il foro ospitava il perno del motore, e la metà superiore entrava nel suo alloggiamento.


Un pezzo irrecuperabile è stato sostituito da una stampa 3d e ora lo spremi agrumi da buttare funziona di nuovo!

Cineforum “CTRL”

I temi della sicurezza e del controllo sono centrali nelle nostre società: basti pensare ai dibattiti sul terrorismo, la protezione dei dati personali, il controllo dei flussi migratori per la sicurezza, l’ordine pubblico e la stabilità sociale. I termini “sicurezza” e “controllo” possono addirittura riferirsi ai nostri corpi, ad esempio circa i modi in cui ci sentiamo condizionate/i, o nella rassegnazione alla logica per cui il prezzo necessario per la sicurezza è la rinuncia a ogni spazio personale.

Il mondo che viviamo oggi vede il compimento storico di questi concetti e del loro intrecciarsi, come ad esempio nella dinamica tra controllo e tecnologia. Tinder, criptovalute, fenomeni di sorveglianza di massa espliciti (come il caso cinese) o più sottili e diffusi, sono alcune componenti di un mondo complesso, in cui coesistono le forze dell’OpenSource e quelle del tracciamento di metadati, che entrano in conflitto.  Così, è sempre più difficile elaborare delle opinioni personali a riguardo.

Domandiamoci quindi come immaginiamo il futuro e come si evolveranno i meccanismi di controllo in tutti gli ambiti sociali, da quelli più privati, a quello dei media, le relazioni, il lavoro e l’economia.
Questo cineforum è un’occasione d’incontro e discussione su questi temi, che cerca di spaziare il più possibile tra le declinazioni di sicurezza e controllo; per questo i titoli in programma sono molto eterogenei nello stile e nei contenuti: oltre ad affermare certe linee-guida per un’idea di futuro, ci piacerebbe indagare insieme e affinare gli strumenti di analisi e azione che portino a una maggiore consapevolezza e alla riappropriazione degli spazi virtuali.

Parlare di controllo non è semplice, soprattutto in un contesto dove sono radicate espressioni che inducono a pensare che le pratiche di sorveglianza e controllo sociale interessino e preoccupino solamente chi ha “qualcosa da nascondere”. Per questo motivo il cineforum si aprirà con il documentario Nothing to Hide (Niente da Nascondere) che mette al centro la tesi anti-privacy «se non hai nulla da nascondere allora non hai niente di cui preoccuparti», che è tra le più difficili da mettere in discussione perché appiattisce il concetto di privacy su quello dell’azione criminale.
Nothing to Hide riesce a sovvertire questo collegamento e a comunicare molto chiaramente che tutt* noi, al contrario, abbiamo qualcosa da nascondere, anche quando non lo crediamo, e che la condotta che mettiamo in campo riguardo alle tecnologie e al mondo dell’informazione è lungi dall’essere consapevole delle reali dinamiche che lo governano.

Il secondo appuntamento tratterà di un altro ambito del controllo: l’educazione scolastica e familiare, dove sono riprodotte in forme meno istituzionalizzate alcune tipiche dinamiche di controllo. La puntata 4×02 di Black MirrorArkangel – vede come protagonisti l’attaccamento e la preoccupazione di una madre nei confronti della figlia, in una dinamica di tutela e protezione che prende il sopravvento fino a scivolare nel controllo totale della vita di una persona.

Infine, 1971 è un salto nel passato, un documentario che racconta uno dei primi grandi “leaks” della storia contemporanea, nel corso del quale alcuni attivisti hanno trafugato e pubblicato dei documenti dell’FBI riguardanti le attività illegali di sorveglianza di massa e repressione dei movimenti pacifisti e per i diritti civili. A distanza di quasi cinquant’anni, questo documentario rivela il taglio storico del filo rosso che congiunge le tematiche affrontate.

Caccia al kWh e flash mob per “M’illumino di meno” Università di Pisa ateneo Green?

Quest’anno l’Università di Pisa aderisce (insieme a molti altri atenei) all’iniziativa “M’illumino di meno” lanciata dal programma radiofonico Caterpillar, dedicata alla promozione di una coscienza ecologica dei singoli: da 14 anni invita a “spegnere tutte le luci che non sono proprio indispensabili alle 18 di un pomeriggio di febbraio”.
Per l’iniziativa UniPi ha organizzato un flash mob di “caccia agli sprechi”, in cui studentesse e studenti si mobiliteranno per trovare ed eliminare gli sprechi in un dipartimento: luci rimaste accese, porte e finestre lasciate aperte, etc. condividendo il gesto con un selfie o un filmato del momento.

È certo un bene promuovere atteggiamenti consapevoli e diffondere buone pratiche di risparmio energetico, e il contributo individuale di ognun di noi è importante, ma non basta. Lo sforzo di abbassare un calorifero o spegnere una luce una volta all’anno, dovrebbe essere il punto di partenza per un progettualità di lungo periodo sulle politiche energetiche dell’Università, che puntino sì al coinvolgimento consapevole delle persone, ma che non trascurino altri aspetti ben più determinanti in termini di impatto ecologico: ridurre gli sprechi sistematici migliorando le condizioni architettoniche degli stabili, disporre un servizio efficiente per la raccolta differenziata, utilizzare in maniera intelligente gli impianti di climatizzazione, ecc.

L’università può assumere un ruolo determinante nel promuovere forme di cultura ecologica, con ricadute molto importanti sulla società; deve però coinvolgersi costantemente e concretamente in prima persona prima ancora di promuovere i flash mob che rimangono un fatto sporadico e con una valenza prettamente simbolica.

Orto 2017: cosa è stato fatto e perché

È stato un anno molto interessante per il progetto orto, dopo i numerosi tentativi e le molte sperimentazioni degli ultimi 3/4 anni siamo riuscit* a ottenere dei risultati interessanti e abbiamo deciso di condividerli.

Non si tratta soltanto di risultati in termini quantitativi, ma soprattutto qualitativi, perché il progetto non ha lo scopo di provvedere al sostentamento alimentare completo di una trentina di persone, vuole invece essere un luogo di dibattito, sperimentazione e divulgazione sui temi che riguardano l’ambiente, l’alimentazione e la produzione del cibo.

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