Verranno al contrattacco, con elmi ed armi nuove

Il casottino di eigenLab è ancora senza corrente, e gran parte delle attività agonizza in una condizione di stasi ormai da più di una settimana. Al momento siamo in attesa di una comunicazione da parte del rettore sulla questione specifica della corrente.

Oltre alle attività “interne” di un collettivo, gli spazi autogestiti vengono attraversati da migliaia di student* anche solo per studiare, incontrarsi e rilassarsi nelle pause, ripararsi una bicicletta…

Per quanto riguarda lo spazio, è ufficialmente sotto sgombero, e questa sarebbe una questione ben più semplice se non riguardasse tutte le realtà devianti dell’università animate e autogestite da studentesse e studenti. Proprio nei loro confronti l’amministrazione centrale ha in mente un piano di riqualificazione complessiva, con la loro espulsione e la riorganizzazione funzionale delle (c’è da dire purtroppo piccole) aree e spazi che occupano.

Nell’epoca in cui gli identitarismi si confondono con i populismi per mano dei professionisti del decoro per generare nuovi -ismi che riecheggiano fascismi fatti di frontiere, tolleranza zero e soppressione di qualsiasi forma di devianza dalle strade, dalle città, dalle università, elmi ed armi nuove richiedono una riflessione-azione lucida, decisa, concertata, partecipata.

Si impone pertanto la forma assembleare, che includa oggi più che mai tutte e tutti, da chi vive la militanza come un nucleo fondante della propria persona, a chi attraversa tutti gli spazi comuni, dalle aule studio, alle iniziative culturali, alle rappresentanze, alle lotte e le solidarietà trasversali in seno al tessuto sociale.

Domani, giovedì 28 giugno, alle ore 21 ci vediamo ad eXploit (largo Bruno Pontecorvo, davanti al dip. di Matematica) per parlarne: studenti e studentesse, collettività, e chiunque in generale vive e attraversa le aule studio e gli spazi autogestiti in università, è invitato/a a partecipare!

Le domande poste al rettore all’incontro di martedì 26 scorso. Di quanto emerso da quell’incontro parleremo con tutte le persone interessate all’assemblea di domani (oppure passate in casottino o contattateci)

Annullamento aperitivo di venerdì 19/06

L‘aperitivo di venerdì 22 giugno non avrà luogo. Questa scelta è dovuta al fatto che il 19 mattina abbiamo ricevuto una diffida, disponibile in allegato, che ci intima di annullare l’aperitivo, mettendone al corrente Questura e Prefettura. Contestualmente è avvenuto un distacco della corrente e ci è stato confermato che quest’ultimo costituisce azione politica da parte del rettorato nei confronti del laboratorio.  Non essendo chiare le ragioni di questa dinamica, abbiamo avviato una richiesta di dialogo con il rettore.
Seguiranno aggiornamenti. Al momento molte delle attività del casottino sono ferme per ovvi motivi.
A presto, presso il casottino e l’eigenOrto (https://www.openstreetmap.org/node/5311750401)

Caccia al kWh e flash mob per “M’illumino di meno” Università di Pisa ateneo Green?

Quest’anno l’Università di Pisa aderisce (insieme a molti altri atenei) all’iniziativa “M’illumino di meno” lanciata dal programma radiofonico Caterpillar, dedicata alla promozione di una coscienza ecologica dei singoli: da 14 anni invita a “spegnere tutte le luci che non sono proprio indispensabili alle 18 di un pomeriggio di febbraio”.
Per l’iniziativa UniPi ha organizzato un flash mob di “caccia agli sprechi”, in cui studentesse e studenti si mobiliteranno per trovare ed eliminare gli sprechi in un dipartimento: luci rimaste accese, porte e finestre lasciate aperte, etc. condividendo il gesto con un selfie o un filmato del momento.

È certo un bene promuovere atteggiamenti consapevoli e diffondere buone pratiche di risparmio energetico, e il contributo individuale di ognun di noi è importante, ma non basta. Lo sforzo di abbassare un calorifero o spegnere una luce una volta all’anno, dovrebbe essere il punto di partenza per un progettualità di lungo periodo sulle politiche energetiche dell’Università, che puntino sì al coinvolgimento consapevole delle persone, ma che non trascurino altri aspetti ben più determinanti in termini di impatto ecologico: ridurre gli sprechi sistematici migliorando le condizioni architettoniche degli stabili, disporre un servizio efficiente per la raccolta differenziata, utilizzare in maniera intelligente gli impianti di climatizzazione, ecc.

L’università può assumere un ruolo determinante nel promuovere forme di cultura ecologica, con ricadute molto importanti sulla società; deve però coinvolgersi costantemente e concretamente in prima persona prima ancora di promuovere i flash mob che rimangono un fatto sporadico e con una valenza prettamente simbolica.

Orto 2017: cosa è stato fatto e perché

È stato un anno molto interessante per il progetto orto, dopo i numerosi tentativi e le molte sperimentazioni degli ultimi 3/4 anni siamo riuscit* a ottenere dei risultati interessanti e abbiamo deciso di condividerli.

Non si tratta soltanto di risultati in termini quantitativi, ma soprattutto qualitativi, perché il progetto non ha lo scopo di provvedere al sostentamento alimentare completo di una trentina di persone, vuole invece essere un luogo di dibattito, sperimentazione e divulgazione sui temi che riguardano l’ambiente, l’alimentazione e la produzione del cibo.

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UN’AULA X TUTT*

L’Università di Pisa vive una drammatica carenza di spazi per le/gli student*: la stragrande maggioranza delle aule viene chiusa subito dopo la fine delle lezioni, i poli bibliotecari e le altre aule studio sono inaccessibili la sera e durante il weekend. I luoghi dove i/le circa 50.000 iscritt* dell’ateneo possono studiare si riducono a pochi spazi autogestiti, anch’essi sotto minaccia costante da parte dell’amministrazione dell’università.

Considerando soltanto i dintorni del polo Fibonacci, gli spazi a disposizione per studiare oltre l’orario di chiusura erano finora eXploit, l’aula studio Pacinotti, l’aula ponte (solo fino alle 21), le aulette di matematica e l’aula X. Quest’ultima, annessa alla biblioteca di Matematica, Informatica e Fisica e fino a pochi giorni fa aperta anche la sera, è stata chiusa senza un reale motivo pratico o di sicurezza e soprattutto senza coinvolgere gli/le student* né fornire prospettive per il futuro; questo è avvenuto nonostante la trattativa successiva all’occupazione dell’aula ne prevedesse l’apertura anche negli orari serali. Quel che è grave di questa vicenda non è soltanto la limitazione in maniera arbitraria e non necessaria del campo delle disponibilità di un* student*, ma la riproduzione di un’intera simbologia di chiusura, compartimentazione e innalzamento di barriere che caratterizza le trasformazioni della nostra università. In parallelo, si assiste a una continua centrifugazione della popolazione studentesca dal centro alle periferie della città, come è avvenuto per il Dipartimento di Chimica, per gli spazi della Sapienza e come presto avverrà nuovamente per Scienze Politiche.
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