UN’AULA X TUTT*

L’Università di Pisa vive una drammatica carenza di spazi per le/gli student*: la stragrande maggioranza delle aule viene chiusa subito dopo la fine delle lezioni, i poli bibliotecari e le altre aule studio sono inaccessibili la sera e durante il weekend. I luoghi dove i/le circa 50.000 iscritt* dell’ateneo possono studiare si riducono a pochi spazi autogestiti, anch’essi sotto minaccia costante da parte dell’amministrazione dell’università.

Considerando soltanto i dintorni del polo Fibonacci, gli spazi a disposizione per studiare oltre l’orario di chiusura erano finora eXploit, l’aula studio Pacinotti, l’aula ponte (solo fino alle 21), le aulette di matematica e l’aula X. Quest’ultima, annessa alla biblioteca di Matematica, Informatica e Fisica e fino a pochi giorni fa aperta anche la sera, è stata chiusa senza un reale motivo pratico o di sicurezza e soprattutto senza coinvolgere gli/le student* né fornire prospettive per il futuro; questo è avvenuto nonostante la trattativa successiva all’occupazione dell’aula ne prevedesse l’apertura anche negli orari serali. Quel che è grave di questa vicenda non è soltanto la limitazione in maniera arbitraria e non necessaria del campo delle disponibilità di un* student*, ma la riproduzione di un’intera simbologia di chiusura, compartimentazione e innalzamento di barriere che caratterizza le trasformazioni della nostra università. In parallelo, si assiste a una continua centrifugazione della popolazione studentesca dal centro alle periferie della città, come è avvenuto per il Dipartimento di Chimica, per gli spazi della Sapienza e come presto avverrà nuovamente per Scienze Politiche.
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Comunicato 29 ottobre 2015 – Assemblea di Ateneo

Dall’occupazione dell’economato rilanciamo la mobilitazione

Giovedì 29 ottobre noi studenti ci siamo riuniti in un’ assemblea d’ateneo ottenuta dal Rettore la settimana scorsa, al termine del corteo che nasceva dall’indignazione per l’intervento armato della polizia contro gli studenti che si trovavano all’ex-gea.
Dall’assemblea è emersa una riflessione sui gravissimi fatti recenti, sul legame fra le conseguenze del nuovo ISEE e la mala gestione delle risorse pubbliche da parte dell’università, invischiata in un sistema di corruzione e speculazione e perciò incapace di dare risposte immediate ai problemi sollevati dagli studenti. Spinti dalla necessità di continuare a segnalare le irresponsabilità dell’ateneo nei nostri confronti, siamo usciti dall’assemblea in corteo per attraversare vari poli universitari arrivando fin dentro le stanze dell’economato, per poter parlare direttamente con Massantini, dirigente del patrimonio immobiliare dell’università, che ha preferito darsi alla fuga. Continua a leggere

Rapina a mano armata – ore 15 corteo da Palazzo Ricci

Martedì 20 ottobre 2015 una partecipata assemblea d’ateneo all’Università di Pisa – abbastanza grande da non poter essere contenuta nelle aule e di conseguenza spostata nel giardino del Polo Fibonacci – ha deciso di procedere in un corteo che con determinazione si è ripreso il Polo Ex Gea. Figuriamoci la sorpresa dei più di 300 studenti nello scoprire che il capannone del Polo era interamente occupato da libri delle case editrici dell’Università – la PLUS, sciolta qualche anno fa a seguito di uno scandalo legato a buchi di bilancio, e la Pisa University Press, costituita proprio per proseguire l’attività coprendo il precedente scandalo. Continua a leggere

Contro la criminalizzazione del diritto alla privacy! La sicurezza non è un reato!

Complici e solidali con i compagn@ spagnoli, diffondiamo il comunicato di RiseUp. No agli abusi di potere, la sicurezza non è un crimine!

[it] La sicurezza non è un crimine
[en] Security is not a crime
[es] La seguridad no es un crimen
[pt] Segurança não é crime
[de] Sicherheit ist kein Verbrechen
[fr] La sécurité n’est pas un crime
[el] Η ασφάλεια δεν είναι έγκλημα
[ca] La seguretat no és cap delicte

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#10o guerrilla tag. Prove generali di sciopero precario, verso il #socialstrike

“Agglomerato del Nord” (un tentacolare scenario urbano), in un futuro non troppo lontano. A pochi giorni dall’uscita sul mercato di un nuovo videogioco chiamato Nirvana, l’unica copia in possesso dal programmatore viene infettata da un virus. L’infezione ha un’unica singolare conseguenza: il personaggio principale del gioco scopre di essere parte di un mondo virtuale.
Attraverso le zone periferiche degradate della città, alla ricerca di qualcuno capace d’introdursi nei sistemi della compagnia nei cui hard disk c’è la versione originale del gioco, si intrecciano i percorsi di figure improbabili: programmatori ribelli, abitanti dei bassifondi che hanno venduto i propri occhi per necessità di denaro, angeliche hacker dai capelli blu, personaggi del gioco che non possono più stare alle regole.
Escamotage di sopravvivenza ambivalenti e lotte che si incrociano, piattoforme differenti, il confine tra reale e virtuale che si fa sempre più sottile e ambiguo, sempre più difficile da tracciare. Continua a leggere