AdottaMelo

Cosa si può fare con i semi che si trovano dentro la mela che mangi?

Dopo aver passato anni a buttarli nella spazzatura, ecco la svolta… perchè non piantarli?

Ma perchè dovresti volerlo fare? Ci sono varie spiegazioni per giustificare questo gesto:

  • un tentativo per riappropriarci delle tecniche di semina e coltivazione di un frutto che troviamo spesso sulle nostre tavole: la natura produce spontaneamente le mele da millenni e basta davvero poco per essere un bravo disseminatore;
  • un modo per capire meglio la risposta alla domanda “ma la mela che sto mangiando come ci è arrivata tra le mie mani?”;
  • Oltre a questi motivi, il solo gesto di piantare un albero è già di per sè una giustificazione sufficiente per i benefici che l’ambiente e le persone che contribuiscono alla crescita del melo ne possono trarre.

Per conoscere meglio la filiera della mela dobbiamo iniziare a porci una semplice domanda: i meli che ho piantato, che mele faranno? A priori, questa è una domanda dalla risposta indefinita.
Così come ogni mammifero somiglia ai suoi genitori ma non sarà identico a loro, si possono ottenere mele diverse incrociando due meli insieme! Continua a leggere

Primo post – colture rialzate vs colture in vasi

Quest’anno abbiamo deciso di sperimentare un po’ sul terreno dell’orto, in particolare testando vari metodi di coltura nuovi per noi, e cercando di capire quale sia il più efficace. Per chi non lo sapesse già, noi coltiviamo un terreno piuttosto povero di risorse, le analisi del suolo realizzate dal dipartimento di agraria hanno dimostrato una forte mancanza di azoto e un pH abbastanza basico.
Come primo esperimento, coltiveremo piante a terra nella parte di orto che l’anno scorso era dedicata alle leguminose, che essendo piante azotofissatrici dovrebbero aver rilasciato il tanto bramato azoto nel terreno. Per testare se veramente questo approccio ha funzionato, coltiveremo anche la parte che l’anno scorso è rimasta a riposo. In tutti e due gli appezzamenti, per ovviare alla poca profondità del terreno, rialzeremo la terra di circa mezzo metro con l’aiuto di pannelli di plastica per tenere su le pile, lasciando dei camminamenti tra i filamenti contigui.

Nella terza parte dell’orto, quella che l’anno scorso era coltivata a diversi ortaggi, faremo crescere le piante nei vasi. I tre metodi di coltura (rialzamento su terreno a maggese, coltivazione in vasi e rialzamento su terreno delle leguminose) saranno utilizzati per coltivare le stesse specie di piante in modo da poter comparare l’efficacia di questi metodi. Inoltre le piante sono le stesse degli anni scorsi e questo ci darà modo di fare dei confronti.
La coltura in vaso potrebbe sembrare piuttosto svantaggiosa rispetto alle altre due se non fosse che insieme ad essa proveremo un’ulteriore sperimentazione: autocostruirci una stufetta per pirolisi per ottenere il biochar, il carbone vegetale in grado di incidere positivamente sulla fertilità del terreno, il cui utilizzo risale all’epoca precolombiana nella “terra preta dos indos”. Questo tipo di carbone è ottenuto dalla combustione anaerobica del legno e dei vegetali, e il prodotto è un tipo di carbone molto ricco di carbonio, il principale componente delle molecole presenti nelle cellule, utile alle piante come “materiale da costruzione” per la crescita.

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La preparazione dei cumuli di terreno

Quarto post – Il raccolto

Il tempo passa e i primi frutti dell’orto sono nati! I primi prodotti vengono dai fagiolini nani, una specie che cresce rapidamente e che, al contrario di molte leguminose, non necessita di supporti per arrampicarsi: questo le rende adatte ad essere coltivate anche in vasi da tenere sul balcone. Le patate che avevamo piantato sono spuntate senza nessun problema e crescono sempre più vigorose. Presto dovranno essere rincalzate (ossia bisognerà alzare il livello della terra intorno alla pianta di qualche centimetro per assicurarsi che i tuberi non fuoriescano e non siano esposti alla luce).
I pomodori cuore di bue crescono regolarmente – ormai sono alti circa un metro e mezzo – e ogni pianta porta circa 4-5 pomodori. Per coltivarli abbiamo deciso di lasciar crescere solo un tronco principale e di far crescere la pianta in altezza, in modo che i frutti maturi siano più grossi.DSC_1291
Purtroppo, però, non tutto fila sempre liscio quando si parla di agricoltura e anche nel nostro orto ci sono un po’ di problemi. In particolare i nostri legumi sono stati attaccati dagli afidi, una piaga che è difficile combattere con metodi biologici: abbiamo provato con un repellente a base di ortica, che qualche anno fa ci aveva aiutato molto, ma che questa volta non sembra aver sortito alcun effetto, forse perché quando ci abbiamo pensato gli afidi erano diventati troppo numerosi. Un altro metodo è utilizzare i loro nemici naturali, le coccinelle, e infatti ogni pianta di fagiolo e fagiolino è abitata da circa 5-6 di questi animaletti. Tuttavia gli afidi, oltre a succhiare linfa dalle piante, producono anche la melata, una sostanza dolce che attira le formiche, che cibandosene proteggono gli afidi stessi dai predatori. Per questo motivo anche il rimedio delle coccinelle non ha avuto un gran successo. Alla luce di questa esperienza ci stiamo documentando su altri repellenti biologici da utilizzare in maniera preventiva per la prossima semina. Consigli su questo argomento sono ben accetti!

Terzo giorno – l’impianto goccia a goccia

Quest’anno è pieno di novità per l’orto e tra le più incisive c’è l’impianto goccia a goccia: lavorare la terra richiede molto tempo, che non tutti possiamo dedicare, per cui il fatto di aver “automatizzato” l’irrigazione permette di dedicarci ad altri lavori, come la pulizia dalle erbacce e del maggese o la semina di altre piente, invece di passare un’ora ad innaffiare. Inoltre l’uso dell’impianto permette di dare da bere precisamente alla piante, riducendo lo spreco di acqua e il nutrimento della gramigna.

Posizioniamo l'impianto goccia a goccia a terra!

Posizioniamo l’impianto goccia a goccia a terra!

I frutti non tardano a vedersi. I legumi, piantati a gruppi di 4-5 semi, stanno crescendo tranquillamente e i fagioli nani cominciano a fiorire con piccoli fiori rosa, mentre i borlotti e i fagioli bianchi, a crescita più lenta, sono più piccoli, ma crescono anche loro di giorno in giorno. Le patate che abbiamo seminato partendo da vecchi tuberi – tagliandoli a pezzi in modo che ognuno avesse un germoglio – sono spuntate dal terreno nel giro di una settimana. Anche i pomodori, di cui abbiamo comprato le piantine, una volta trapiantati in terra e rinfrescati con dell’acqua, sono tornati vigorosi dopo un periodo di stress dovuto al trasporto e all’attesa del trapianto.
Nei prossimi giorni dovremmo seminare alcune insalate (rucola, cicoria e lattuga) oltre a cipolle e aglio.

Secondo giorno – Le compostiere

L’anno scorso abbiamo utilizzato due compostiere per raccogliere l’organico che scartavamo in casa per produrre del buon concime. Purtroppo, essendo fatte di plastica, il peso interno e il sole le hanno rovinate, per cui abbiamo dovuto ripararle con catene in modo che fungano da “cerchi di botte”.tmp_229788_541460402559811_432120566_n1405165423 Dopodiché, visto anche che l’orto è stato espanso, abbiamo aggiunto una terza compostiera (questa pre-bottificata) e preparato il tutto per l’anno nuovo: per prima cosa abbiamo scavato una buca di circa 30-40cm sotto ciascuna compostiera, in modo che il percolato non ristagni, con sopra una griglia affinché l’organico rimanga sollevato dal fondo della buca. Abbiamo poi sistemato uno strato di paglia iniziale sopra la griglia. A questo punto la compostiera andrà preparata alternando uno strato di scarto organico e uno di paglia, che rende il compost soffice, fibroso e areato.Inoltre, poiché l’orto e le compostiere si trovano all’interno di una facoltà – e dunque in uno spazio attraversato da diverse persone – abbiamo preparato un cartello con le indicazioni per la compostiere, tra cui non introdurre carne, buste biodegradabili (si eliminano lentamente e soffocano il compost) e altri prodotti che degradano troppo lentamente.