day by day stampante 3D – giorno I

1- progetto, sketchup,
2- prima costruzione ad incastro e segnatura resina
3- flatting
4- inizio scrittura BOM (bills of material) con progetto

Il primo giorno, la prima cosa da fare è stata visionare con il gruppo il progetto CAD della stampante e tutti i pezzi che ci sono stati fatti da compagni e compagne del FabLab Genova.

 

Il progetto della stampante è stato disegnato in formato CAD, ed è liberamente disponibile a (aggiungere link). Purtroppo c’è stata la prima difficoltà tecnica: il progetto che stiamo usando noi (trovabile su ) è in un formato visualizzabile solo tramite il programma SketchUp, programma closed source di cui la versione Make è disponibile gratuitamente e può leggere il file. Inoltre, il programma non gira nativamente su Linux, quindi abbiamo dovuto usare una Virtual Machine per visualizzare il progetto. Il livello di dettaglio è molto elevato, e lo useremo come guida durante la costruzione.

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Costruiamo una stampante 3D!

Gli amici di FabLab Genova[1] hanno costruito una stampante 3D e hanno deciso di metterla a disposizione per realizzare quella che sarà presto ad eigenLab[2]. Quindi nelle prossime settimane ci dedicheremo all’assemblaggio definitivo. Con l’idea di ampliare gli spazi di condivisione e autoformazione vorremmo rendere questo momento aperto a chiunque volesse partecipare.

Per noi questo progetto significa creare comunità e fare autoformazione attorno a una tecnologia potente. Si tratta di uno strumento che permette di espandere la possibilità di pensare e attuare nuove idee all’interno del laboratorio, o di realizzarne alcune fino ad ora impossibili, costruendo nuovi strumenti. È la possibilità per chiunque di concretizzare un qualsiasi progetto estrudibile in ABS, di riparare o sostituire un pezzo in plastica della lavatrice, oppure costruire un’altra stampante 3D.

La stampante 3D, però, non è semplicemente uno strumento che incrementa esponenzialmente le capacità immaginative o attuative per i progetti, e non è solo un affascinante esempio di riproduzione e replicazione postumana. Essa è l’esplicitazione della possibilità di svincolare linguisticamente i nostri progetti e le nostre idee dal concetto di merce, la fuoriuscita da quella morsa logica che il capitale mette in atto per comprimere qualsiasi oggetto o azione nell’idea di merce e nella dinamica della produzione. Il valore di un “prodotto” stampato in 3D è molto più di tipo informativo che commerciale, dato che viene direttamente dall’idea di chi lo ha progettato, e incarna un processo condiviso, aperto e in costante evoluzione.

È con questo spirito che vorremmo portare avanti questo progetto: vogliamo che ogni utilizzo di questo strumento abbia come risultato quello di aver reso più liberi e felici i corpi e le idee, più aperta la conoscenza[3], e che sia al contempo un atto di riappropriazione e liberazione dei nostri linguaggi dal capitale. Dunque, ogni progetto realizzato con questo strumento non può che essere aperto e condiviso, ogni realizzazione attraverso di esso non può che costituire un elemento liberante per tutt*.

Per chiunque volesse partecipare alla realizzazione, appuntamento condiviso:
giovedì 9 febbraio, ore 21,00
sede (casottino) di eigenLab, giardino del Polo Fibonacci

 

[1] www.fabalabgenova.it

[2] Si tratta di una RepRap: un progetto comunitario di stampante 3D libera e ideata per potersi replicare per mezzo di se stessa. Per più informazioni sulla filosofia che caratterizza il progetto, fai riferimento al wiki ufficiale

[3] L’idea è quella di sottoporre a una licenza libera tutti i progetti che passano per il laboratorio. Per più informazioni su licenze libere e open access guarda qui qui e qui

L’adunanza – verso Hackmeeting 2016

di eigenLab + C.A.C.C.A. + HackMeeting

Tutto ormai era pronto. Il tempo stringeva.
Mik si trovava, come ogni sera, seduto davanti al monitor nella sua cabina di controllo, aspettando il segnale da Ping77 e dagli altri membri della Lista per procedere al distacco della rete di diffusione in tutto il Settore Alpha.
Erano stati necessari anni di lavoro per giungere fino a quel risultato, e ora il momento era vicino.

Stein, che stava lavorando a pochi metri da Mik, non poteva capire quello che Mik stava facendo, perchè Stein era un semplice trasportatore di terza fascia, e lui di sistemi sinergici non ne capiva praticamente nulla, e mai se ne era interessato. Perchè nella Linktown del 3016 non c’era tempo per leggere, conoscere e imparare cose se non sono quelle ufficialmente assegnate per poter svolgere il proprio compito. Quando era ancora in incubazione, 70 giorni prima di venire al mondo, a Stein avevano estratto un microscopico campione di DNA, così come facevano con chiunque, e dalle analisi delle potenzialità congenite lo Specializzatore gli aveva assegnato il compito di trasportatore, un ruolo dalle poche se non nulle conoscenze richieste. E per tutti i suoi 134 anni Stein non aveva fatto altro che trasportare merci e immagazzinarle, oltre ovviamente a riprodursi con le frequenze e le modalità stabilite dal Genetics Act 75-bis. Continua a leggere

BIOHACKING! Beakers, hackers, shakers

Domani a eXploit parleremo di biohacking con i ragazzi dell’hacklab di Trento, Open Wet Lab!

L’hacking punta a trovarebiohack e fare propri i meccanismi di funzionamento delle varie tecnologie che ci circondano. Le scienze della vita sono tra queste e nel mondo c’è chi le usa in modo aperto e liberando la conoscenza e le possibilità che offrono.

A seguire ci sarà l’aperitivo molecolare, con i cocktail sfericizzati do-it-yourself!!

Vi aspettiamo venerdì 22 aprile alle 17.30 a eXploit! (largo Bruno Pontecorvo 2)

 

La registrazione dell’evento la potete trovare al link: https://www.youtube.com/watch?v=6XF5u9r8Jkk&feature=youtu.be
Ringraziamo ancora tutte le persone che sono venute a sentire il talk e naturalmente il ragazzi di OWL (Open Wet Lab) che sono venuti a raccontarci la loro esperienza da Trento!

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WarmUp Single Board Computer

In preparazione all’Hackmeting 2016 che si terrà a Pisa, sabato 16 aprile eigenLab organizza un warmup dedicato alle Single Board Computer, con particolare attenzione ai dispositivi appartenenti al mondo dell’open hardware.
Il warmup sarà strutturato in due fasi, partendo dal perché l’open hardware sia importante tanto quanto il software open source, andando poi a vedere alcune board che rientrano in questa categoria ed introducendo OLinuXino, per poi passare a “giocare” con questa scheda e sperimentare alcune delle possibilità che offre.

L’evento si terrà ad eXploit (Pisa, largo Bruno Pontecorvo, 2) a partire dalle ore 17:00. Non sono richieste particolari conoscenze tecniche, pertanto siete tutt@ invitat@ a partecipare. Stiamo valutando anche la possibilità di trasmettere l’evento in diretta e/o di registrarlo e caricarlo in seguito sul nostro canale, rimanete sintonizzat@ per saperne di più.
Sul wiki inoltre potete prendere visione di tutti i warmup attualmente programmati in vista dell’edizione dell’Hackmeeting di quest’anno.

Vi aspettiamo!

Trovate l’evento Facebook qui.