Trashware Minimum Requirements

Gentilissimi/e visitatori/visitatrici,

ci capita spesso che molti/e di voi desiderino donare del trashware per le nostre attività, fatto che ci rende molto riconoscenti per la vostra collaborazione. Abbiamo a che fare con componenti di varie “epoche tecnologiche”, e alle volte con materiale che, per quanto possa essere correttamente funzionante, risulta essere inadatto ai nostri scopi per motivi che vanno dalle prestazioni, passando ai consumi elettrici ed agli ingombri fino ad arrivare a questioni ingegneristiche di progettazione/design/quant’altro che rendono tale hardware non completamente sfruttabile con i software open source che utilizziamo per le nostre attività, vuoi per mancanza di supporto dovuto alla carenza di sufficiente documentazione tecnica, vuoi per l’impossibilità di utilizzare quel particolare prodotto per finalità per le quali potrebbe invece tornarci utile. A volte, poi, si tratta di hardware talmente vecchio da essere più utile donare ai musei dell’informatica, dato che noi non ci occupiamo strettamente di retrocomputing[1]. Con il tempo abbiamo dunque imparato a capire cosa possiamo accettare e cosa, per i motivi sopra elencati, preferiamo non ricevere.

Questo elenco, non esaustivo, ha lo scopo di offrire una linea guida per permetterci/vi di effettuare una selezione sufficientemente accurata del materiale che possiamo accettare da parte vostra.


Processori desktop/workstation/server:

CPU AMD:
– Athlon XP, qualunque modello dal 1700+ a salire ed Athlon MP, qualunque modello, dal 1800+ a salire
– Sempron solo modelli su socket 754 o più recenti
– Ogni altra CPU prodotta dal 2003 in poi, non inclusa in questo elenco (ovvero Athlon64, Athlon64 X2, Phenom, Phenom II, etc.)

CPU Intel:
– Pentium III solo core “Tualatin” (per rimpiazzare i P3 Coppermine che abbiamo attualmente)
– Pentium 4 dal core “Northwood” in poi, frequenza minima 2 GHz
– NO Celeron/Celeron D (a meno che non siano Celeron serie 4xx o più nuovi)
– Tutti gli Xeon, eccetto le varianti basate su Pentium II e Pentium III
– Ogni altra CPU prodotta dal 2004 in poi, non inclusa in questo elenco (Pentium D, Core 2 Duo, Core 2 Quad, Core i3/i5/i7, etc.) Continua a leggere

3° Appuntamento: Dalla Fisica dello spazio all’ingegneria relativistica

Cosa è avvenuto e cosa sta avvenendo in ambito scientifico negli ultimi anni? Una domanda a cui non tutti forse sapranno rispondere, sia per carenza di materiale accessibile ai non addetti ai lavori che per la vastità dei campi di ricerca di cui team di ricercatori si occupano in tutto il mondo. Con un ciclo di seminari di tipo divulgativo, cercheremo di toccare alcuni punti fondamentali della ricerca scientifica attuale cercando di coniugare quanto più possibile gli aspetti sperimentali e teorici e facendo intervenire professori, ricercatori e dottorandi della nostra università.

Nel terzo incontro del ciclo parleremo dei processi che caratterizzano la ricerca nel campo dei Plasmi.

Interverrà:
Prof. Francesco Pegoraro (Università di Pisa)

DALLA FISICA DELLO SPAZIO ALL’INGEGNERIA RELATIVISTICA
BREVE VIAGGIO TRA FENOMENI NON ELEMENTARI

Verranno illustrati alcuni processi che caratterizzano la Fisica dei Plasmi in campi di ricerca che spaziano dall’ottica non lineare relativistica alla Fisica dello spazio facendo riferimento in particolare alla tematiche innovatiche che essa propone.

SLIDES SEMINARIO: http://efesto.eigenlab.org/~ciccio/CONF-25-2-15-pdf”

Mercoledì 25 febbraio
Ore 16:00
Aula B1 (Polo Fibonacci)

http://efesto.eigenlab.org/~ciccio/eigenLab/Lavori/pegoraro.png

The Internet’s Own Boy: The Story of Aaron Swartz

«Le leggi ingiuste esistono. Dovremmo accontentarci di rispettarle o cercare di correggerle? Rispettarle finché non abbiamo raggiunto il nostro scopo o trasgredirle subito?».

Il film-documentario sulla vita di Aaron Swarz, costretto al suicidio a soli 26 anni perché imbrigliato in un incubo legale più grande di lui.

Giovedì 19, ore 21:00, ad Exploit!

aaron

Reflash BIOS ASUS A7N8X-LA (Focus)

Oggi vi parliamo di un fatto particolare che abbiamo vissuto in prima persona durante uno dei nostri hands-on del laboratorio trashware e che abbiamo deciso di raccontarvi, nonostante sia passato qualche mese, perché crediamo che come noi moltissime altre persone avranno avuto parecchi grattacapi nel venire a capo di questa singolare faccenda, e probabilmente ancora altre ne verranno in futuro, perciò è bene scriverne qui per dare una mano al prossimo malcapitato di turno, oltre che per “dovere di cronaca”.
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