MOCA DaybyDay – #1

Oggi pomeriggio, presso il Parco ex-Caserma di Cocco, è iniziato a Pescara il “MOCA 2012 – Fino alla fine del mondo”, evento quadriennale che raduna mediattivisti, hackers, gruppi aderenti al mondo dell’open-source e ospita talks, workshop e dibattiti sulle tematiche digitali.

Alcuni partecipanti di eigenLab si sono accampati con un paio di tende a fianco del tendone degli amici di Ninux.org, anche loro presenti all’evento.
In un cablatissimo parco pubblico abbiamo assistito ad un pomeriggio fitto di talk.
Tra le conferenze più interessanti abbiamo avuto quella di Lynx, italiano residente a Berlino da anni che ha portato la sua esperienza nel Partito Pirata tedesco, spiegando le motivazioni e i successi che hanno caratterizzato questo movimento politico all’ estero.

Carlo Gubitosa, già presente al nostro primo Cyber Rights Days, ha analizzato e spiegato le dinamiche dei processi di informazione, e partendo da alcune criticità del progetto Wikileaks ha messo in evidenza la necessità di un sistema di informazione-comunicazione a livello locale, capace di competere con i media mainstream.

Infine, nell’ultimo talk della giornata Epto di Tramaci ha esposto il progetto Anopticon che raccoglie le segnalazioni di telecamere di videosorveglianza installate in modo illegale in tutta Italia.

Continua a leggere

Autoproduzione

L’ autoproduzione è una risposta concreta ed efficace ad un sistema economico ormai insostenibile.

 

Autoproduzione significa innanzitutto riappropriazione dei processi produttivi, significa partecipare al sistema produttivo non restando esclusivamente rilegati al ruolo di consumatori ma cercando, nel possibile, di autofornirsi dei beni necessari al sostentamento, consapevoli che le pratiche politiche attuabili da meri consumatori, dal boicottaggio al consumo critico, non sono sufficientemente efficaci da trasformare i meccanismi di produzione, e soprattutto non hanno abbastanza raggio d’ azione da poter agire anche sui rapporti sociali a monte del processo produttivo.

Abituati alla produzione di massa, che comporta enormi sprechi di forze e di risorse, autoproducendo abbiamo la possibilità non solo di seguire linee etiche quali il rispetto per l’ Uomo e per l’ ambiente, ma anche di produrre a km-0, bypassando così i passaggi obsoleti e dannosi del processo distributivo, avvicinando il produttore al consumatore.

Continua a leggere

Autoformazione

L’autoformazione è la riappropriazione del sapere e delle conoscenze necessarie ad accrescere il bagaglio culturale dell’individuo e a permettergli di prendere coscienza dei meccanismi di produzione e del funzionamento degli strumenti che lo circondano.

 

Autoformazione vuol dire in primo luogo avviare percorsi di crescita collettiva che vanno oltre la didattica tradizionale dell’università di oggi, sperimentando nuovi modi di fare didattica, rendendola più orizzontale. Crediamo che la società, tramite l’università , tenda a preferire l’apprendimento nozionistico, che si ferma soltanto alla superficie degli argomenti e che ha come unico scopo il raggiungimento dei crediti universitari, piuttosto che una vera presa di coscienza da parte dello studente della reale sostanza di essi. I piani di studio, a volte pensati non tanto per gli studenti ma in base ad interessi puramente accademici, sono spesso incompleti e poco stimolanti. Gli studenti devono avere, invece, la possibilità di approfondire e di conoscere quello che la società impone come assodato, scambiandosi il sapere attraverso la libera diffusione di dispense, libri e quant’altro. L’autoformazione porta dunque ad una maggiore indipendenza dal pensiero consumistico e schiavo dalle idee dominanti della società capitalistica e all’acquisizione di un maggiore spirito critico.

Continua a leggere

Manifesto di eigenLab

eigenLab(chiaro)(sito)

eigenLab è un riot workshop, un’officina  ribelle che si trova di fronte un mondo di produzione di massa ad un  passo dalla catastrofe ambientale, in cui riparare una lavatrice costa  piu’ che comprarne una nuova.

Dietro a cataste di rottami, “trashware” ed elettronica in disuso si nasconde un’arte fatta di bobine, magneti e  ingranaggi, capace di trasformare i rifiuti in macchine funzionanti: crediamo nell’autoproduzione di ogni tipo di congegno e nella diffusione di tutto il know-how relativo alla sua costruzione partendo da materiali di scarto altamente inquinanti e con elevati costi di smaltimento. Continua a leggere

Microgeneratore eolico

Cos’è quello?

E’ una microturbina eolica, in pratica una macchina che converte  l’energia cinetica insita nel vento in Energia elettrica attraverso un  alternatore. Il modello cosi configurato, causa vicissitudini di  percorso, ha solo un mero scopo dimostrativo, non è difatti in grado di  orientarsi al vento ne di disallinearsi in caso di forte vento, ma  puntiamo di realizzare qualcosa di più utile a breve. Continua a leggere