Orto 2017: cosa è stato fatto e perché

È stato un anno molto interessante per il progetto orto, dopo i numerosi tentativi e le molte sperimentazioni degli ultimi 3/4 anni siamo riuscit* a ottenere dei risultati interessanti e abbiamo deciso di condividerli.

Non si tratta soltanto di risultati in termini quantitativi, ma soprattutto qualitativi, perché il progetto non ha lo scopo di provvedere al sostentamento alimentare completo di una trentina di persone, vuole invece essere un luogo di dibattito, sperimentazione e divulgazione sui temi che riguardano l’ambiente, l’alimentazione e la produzione del cibo.

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UN’AULA X TUTT*

L’Università di Pisa vive una drammatica carenza di spazi per le/gli student*: la stragrande maggioranza delle aule viene chiusa subito dopo la fine delle lezioni, i poli bibliotecari e le altre aule studio sono inaccessibili la sera e durante il weekend. I luoghi dove i/le circa 50.000 iscritt* dell’ateneo possono studiare si riducono a pochi spazi autogestiti, anch’essi sotto minaccia costante da parte dell’amministrazione dell’università.

Considerando soltanto i dintorni del polo Fibonacci, gli spazi a disposizione per studiare oltre l’orario di chiusura erano finora eXploit, l’aula studio Pacinotti, l’aula ponte (solo fino alle 21), le aulette di matematica e l’aula X. Quest’ultima, annessa alla biblioteca di Matematica, Informatica e Fisica e fino a pochi giorni fa aperta anche la sera, è stata chiusa senza un reale motivo pratico o di sicurezza e soprattutto senza coinvolgere gli/le student* né fornire prospettive per il futuro; questo è avvenuto nonostante la trattativa successiva all’occupazione dell’aula ne prevedesse l’apertura anche negli orari serali. Quel che è grave di questa vicenda non è soltanto la limitazione in maniera arbitraria e non necessaria del campo delle disponibilità di un* student*, ma la riproduzione di un’intera simbologia di chiusura, compartimentazione e innalzamento di barriere che caratterizza le trasformazioni della nostra università. In parallelo, si assiste a una continua centrifugazione della popolazione studentesca dal centro alle periferie della città, come è avvenuto per il Dipartimento di Chimica, per gli spazi della Sapienza e come presto avverrà nuovamente per Scienze Politiche.
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Assemblea studentesca 12 novembre ore 11!

Le aule sono sempre state all’interno del Polo Fibonacci un luogo di studio e di dialogo per tutti gli studenti che attraversavano questo spazio, offrendo loro un luogo ideale per la discussione e lo scambio critico di idee. Da qualche mese, tuttavia, la politica di chiusura degli spazi già adottata per esempio al polo Piagge è stata ora applicata anche al Fibonacci provocando un enorme disagio a chi vive ogni giorno questo spazio: gli studenti hanno difficilmente accesso alle aule se non per seguire le proprie lezioni, i professori trovano spesso le aule chiuse e i portinai devono correre per tutto l’edificio, costretti ad aprire e chiudere le aule continuamente e subire le lamentele di professori e studenti. Le poche aule lasciate aperte d’ufficio sono del tutto insufficienti a soddisfare le necessità degli studenti. Non vi sono motivazioni ufficiali a questa politica, ma solo giustificazioni vaghe e discordanti tra loro: furti frequenti nelle aule, risparmio energetico e vandalismo. Continua a leggere